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cessione del credito cosa sapere

Cessione del credito e bonus ristrutturazione, cosa c’è da sapere?

La cessione del credito è un accordo trilaterale tra cedente, cessionario e ceduto che permette di cedere il diritto di credito di un soggetto a un terzo e può essere utilizzato anche per il bonus ristrutturazione 2020.

Cos’è la cessione del credito e come funziona

Prima di tutto, per capire come funzioni tale disciplina, bisogna consultare l’articolo 1260 e i seguenti del codice civile. In particolare, l’art. 1260 del Codice civile dispone che: «Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale, o il trasferimento non sia vietato dalla legge. Le parti possono escludere la cedibilità del credito, ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione».

La cessione del credito può essere a titolo gratuito o a titolo oneroso. Nel primo caso il creditore garantisce l’esistenza e la validità del credito. Nel secondo, quest’ultimo viene ceduto tramite il pagamento di un corrispettivo e il creditore dovrà garantire che non esistano altri soggetti che possano rivendicarne la proprietà.

Per la legge, il ceduto deve essere a conoscenza del trasferimento per sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. Egli dovrà solamente accettarlo. È indifferente che il debitore effettui il pagamento a un soggetto piuttosto che all’altro.

La cessione del credito e l’edilizia

Con l’articolo 121 del decreto Rilancio la cessione del credito è diventata uno dei punti chiave per i bonus casa 2020. Ciò significa che, chi nel 2020 e nel 2021, abbia sostenuto o sosterrà spese per interventi antisismici e di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, per il recupero del patrimonio edilizio ed efficienza energetica, per l’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, può ottenere un contributo fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta. Si potrà anche ottenere un compenso per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta.

cessione credito

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Sconto immediato e cessione del credito, quali sono le differenze?

In sintesi, il contribuente potrà detrarre le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 scegliendo tra:

  • Sconto immediato in fattura sull’importo dovuto fino al raggiungimento pari alla somma dovuta e anticipato dal fornitore, che potrà a sua volta recuperarlo come credito d’imposta.
  • Cessione del credito trasformando il totale dell’importo dovuto in credito di imposta da cedere ad altri soggetti, tra cui banche e finanziarie. I crediti ottenuti dal bonus possono essere utilizzati anche in compensazione di imposte e contributi previdenziali sulla base delle rate di detrazione non fruite.

Questi vantaggi erano già stati introdotti nel decreto Crescita dello scorso anno ma erano poi stati aboliti a seguito delle proteste delle piccole imprese. Con l’emergenza sanitaria degli scorsi mesi sono state invece ripristinate.

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